“I soldati italiani in Bosnia non sono guerrafondai”

“I soldati italiani in bosnia non sono guerrafondai o ‘rambo’ infatuati di armi”. Lo ha detto don Aldo Toffan, cappellano militare della brigata “Garibaldi”, impegnata nellamissione di pace in Bosnia. Secondo don Toffan “si può servire ugualmente bene il Vangelosia impegnandosi in compiti di ‘ingerenza umanitaria’ – secondo le sollecitazioni di GiovanniPaolo II – che portando aiuto concreto alla gente; in questo ambito – ha aggiunto don Toffan -il volontariato cattolico ha svolto un ruolo significativo durante la guerra nella ex Jugoslavia econtinua a svolgerlo tuttora”.Quanto ai compiti da lui svolti all’interno dell’ex ospedale adibito a caserma che ospita isoldati italiani, don Toffan ha detto che cerca “di far riscoprire il valore della fede attraversola preparazione al sacramento della cresima. Generalmente questi giovani hannofrequentato da bambini il catechismo. Dopo la prima comunione, è avvenuto però un lentoabbandono della pratica religiosa. La preparazione che offriamo vuole perciò risvegliare inquesti ragazzi il senso di quella prima esperienza religiosa. E, anche se alla messaquotidiana non ci sono più di 20 giovani perché impegnati nella attività connesse allamissione, ogni domenica la stanza rabberciata dove si celebra la messa non riesce acontenerli tutti.”