Più spazio all’ecumenismo nel nuovo statuto del Ccee

E’ stato approvato nei giorni scorsi dalla Congregazione per i Vescovi il nuovo Statuto delConsiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee). Rispetto al precedente del 1977, ilnuovo Statuto dà maggiore rilievo al ruolo ecumenico del Ccee. Tra gli scopi di taleorganismo, mentre il precedente Statuto poneva solo la promozione della “comunione e dellacooperazione” tra le Conferenze episcopali europee, il nuovo aggiunge (art.1) l’impegno perla “nuova evangelizzazione”, “la promozione della comunione” con i Consigli delleConferenze episcopali degli altri continenti, la “cooperazione ecumenica in Europa per l’unitàdei cristiani”, la “testimonianza della Chiesa nella società europea”.Quanto all’ambito ecumenico, lo Statuto precisa (art.2) che è compito del Ccee collaborarecon la Conferenza delle Chiese europee (Kek) che riunisce le Chiese evangeliche eortodosse d’Europa. Ed enumera, tra le attività del Ccee (art.6), anche “la convocazionedelle assemblee ecumeniche europee” (la prossima, come è noto, si terrà a Graz, in Austria,dal 23 al 29 giugno 1997). Membri del Ccee sono tutte le Conferenze episcopali d’Europanella persona dei loro presidenti (art.3.1). Il Ccee si avvale anche dell’attività di unorganismo ad esso collegato: la Comece, Commissione degli episcopati dell’Unione europea(art.5).