Cosa offrire alle donne immigrate: l’esempio del Cif di Genova

Un centro di accoglienza e segretariato sociale nel centro storico, un consultorio per leproblematiche familiari e sanitarie, alcuni corsi di formazione professionale. E’ quanto ilCentro italiano femminile di Genova ha attivato in questi anni per rispondere alle tanteesigenze delle donne extracomunitarie che arrivano in città e si trovano a dover affrontareuna realtà per lo più sconosciuta, se non ostile. “La nostra esperienza – dice al Sir lapresidente Anna Carlotta Stropeni – ci permette di dire che, nonostante la legislazione piùrestrittiva, c’è ancora un sommerso di vaste proporzioni. Per questo abbiamo pensato a unaindagine sulla condizione della donna immigrata, sotto forma di serie di incontri conspecialisti”. Tale ciclo di incontri prenderà il via domani, giovedì 8 febbraio, con la relazionedell’avv. Fernanda Contri, già ministro degli Affari sociali, che parlerà sulla legislazionevigente. Seguiranno poi un incontro di tipo storico-culturale (prof. D’Andrea, 14 febbraio), unosulla situazione genovese (dott. G. Garatto, responsabile del centro Caritas di accoglienzaper extra-comunitari, il 22 febbraio), le questioni dell’illegalità (vice-questore dott.a AngelaBurlando, il 29 febbraio) e gli aspetti pastorali (mons. F. Anfossi, 8 marzo, giornata delladonna). “Ormai siamo in una realtà sempre più multietnica e bisogna davvero essere capacidi accoglienza”, dice la presidente del Cif.