La tradizionale figura del cappellano ospedaliero sta per essere affiancata da un nuovo tipo di”collaboratore pastorale”. Si tratta di laici sensibili al tema della sofferenza e che si mettono adisposizione delle parrocchie e diocesi per svolgere il compito finora svolto da preti e religiosi:quello appunto del conforto spirituale e dell’amministrazione del sacramento dell’Eucarestia.L’iniziativa di formare simili tipi di laici “specializzati” è dell’Oari, un’associazione ecclesialeche raggruppa varie migliaia di volontari socio-sanitari in tutta Italia. Nell’intervista concessa alSir in vista della Giornata mondiale del malato, il presidente dell’Oari, don Roberto Ziglioli,spiega che già in alcune diocesi si sono svolti questi corsi e che ci sono richieste numerose.”E’ bene aver chiaro che si tratta di una proposta di Chiesa – sottolinea il presidente – el’impegno è di tipo apostolico in un campo che finora in genere era solo riservato ad operatorimolto ‘specializzati’, quali preti e religiosi specificamente incaricati di questo ministero”.