“Fratel Carlo chiede di riscoprire il valore del silenzio”

“Fare il silenzio ogni tanto dentro di noi, per essere, come siamo chiamati ad essere in quantoChiesa, testimoni autentici del nostro Signore Gesù. A ciascuno di noi Fratel Carlo dice cheper essere efficace la nostra testimonianza deve essere come una lettera che viene daldeserto, perché non ci accada di essere testimoni di una speranza senza fondamento”. E’questo secondo mons. Pierfranco Pastore, segretario del Pontificio Consiglio dellecomunicazioni sociali, il messaggio di Carlo Carretto, il presidente dei giovani dell’AzioneCattolica che nel 1954 lasciò tutto per partire come missionario verso El Abioth, nel desertodel Sahara. Sulla vita di Carlo Carretto è uscito adesso un film, “Lettere dal deserto”, girato eprodotto da Adrio Testaguzza, e presentato ieri a Roma.Anche per Giuseppe Gervasio, presidente nazionale dell’Ac, il messaggio di Carretto “èaltamente attuale per la Chiesa, per i laici, per la storia degli uomini di oggi”. “Tra i testimonidella nostra epoca – ha detto Gervasio – dobbiamo certamente annoverare Carlo Carretto perla radicalità che in lui ha assunto la scelta del Vangelo. Questa radicalità lo ha portato aricercare sempre e più profondamente l’uomo nella concreta situazione in cui vive, nellacertezza che la parola testimoniata nella povertà e nella semplicità diventa l’elemento cheunisce le persone in Dio.”