Lo ha detto oggi al Sir Antonio Dall’Olio, segretario nazionale di Pax Christi, che nei giorniscorsi ha organizzato a Tavarnuzze (Fi) un convegno su “Bosnia: le ambiguità e la pace”. “Gliaccordi di Dayton, oltre all’invio di strutture militari, prevedono un coinvolgimento sostanzialeanche della società civile che deve adoperarsi per creare una cultura di pace; non soltantouna tregua, ma una pace vera e propria che comporta un cambiamento di mentalità” haspiegato Dall’Olio.In questo senso “riteniamo che i cristiani abbiano una loro parte – ha detto ancora -. Purtroppofinora non si è fatto molto e la II Assemblea Ecumenica di Graz (giugno ’97) dovrà contribuirea creare nuove occasioni di dialogo. Per i civili, coinvolti nelle operazioni per mantenere lapace, sarà necessario creare corsi di formazione e scuole”.Compito specifico della Chiesa sarà “l’aprire nuovi spazi ecumenici dove la religione nonvenga usata come foglia di fico per nascondere ragioni economico-politiche – ha concluso -. Inquesto senso le Chiese devono chiedersi se, in un ordine gerarchico di valori, i diritti umanisono secondi alle libertà religiose e ai nazionalismi. Noi riteniamo invece che i diritti umanivadano al primo posto”.