La Comunità di Capodarco, in collaborazione con la Società per l’imprenditorialità giovanile, haorganizzato un corso di formazione per immigrati extracomunitari da avviare alla piccolaimprenditoria. Il corso si svolge a San Cipriano d’Aversa, in provincia di Caserta, con ilsostegno finanziario del Fondo sociale europeo. Ma ora il presidente della Comunità diCapodarco, mons.Vinicio Albanesi, si trova costretto ad assumerli come “maggiordomi”. Espiega perché: “Questi quindici ragazzi rischiano di essere espulsi, cacciati come criminali,perché, secondo il decreto legge 489 sull’immigrazione (del quale, allo stato attuale, non siconosce la sorte), il contratto di formazione non costituisce titolo valido per la regolarizzazione.Per avere il permesso di soggiorno, insomma, raccoglitori di pomodori sì, imprenditori no”.”Sono professionisti seri – prosegue mons. Albanesi – che vengono privati di un loro dirittofondamentale. Coerentemente, allora, ho deciso di assumerli io, come miei ‘maggiordomi’. Chimi potrà impedire di destinarli alla nostra Comunità San Cipriano d’Aversa, a svolgerel’importante mansione di ‘servire a se stessi’?” Per denunciare “quest’ultimo grave caso diviolazione dei diritti dei cittadini immigrati”, mons. Albanesi e Carlo Borgomeo, presidente dellaSocietà per l’imprenditorialità giovanile, terranno una conferenza stampa, il 14 febbraio aRoma.