Negli italiani è ancora forte il bisogno di Dio, anche se “spesso si avverte l’inadeguatezza della propria fede di fronte alle ingiustizie e allesofferenze del mondo”. Lo afferma uno dei relatori, Clemente Lanzetti dell’Università Cattolica,al convegno tenutosi oggi a Milano sul tema “La religiosità in Italia”, per iniziativa della stessaUniversità. Durante il convegno, verranno analizzati i dati della ricerca sulla “Religiosità inItalia”, curata dall’Università Cattolica e presentata in occasione del convegno ecclesialenazionale di Palermo di novembre.”Il modo in cui i nostri connazionali vivono la propria religiosità – continua Lanzetti – presentanumerosi elementi di continuità col passato: circa il 30%, ad esempio, frequenta assiduamentela messa. E’ anche vero però che solo il 28% degli intervistati dichiara di aderire agliinsegnamenti della Chiesa senza riserve ed il 31% mostra addirittura parecchie riserve. Per laconfessione, ad esempio – osserva Lanzetti – c’è una tendenza alla ‘protestantizzazione’: il28% pensa che basta pentirsi davanti a Dio; il 64% poi è favorevole alla convivenza al di fuoridel matrimonio”. Le aspettative della gente nei confronti della Chiesa, sostiene Lanzetti, simuovono in tre direzioni principali: “Dare maggiore spazio ai laici; valorizzare le parrocchie;valorizzare sempre più il ruolo della donna”.