Noto: una serie di coincidenze dietro il crollo della cupola

Lo sostiene don Giancarlo Santi, direttore dell’Ufficio Cei per i beni culturali ed ecclesiastici(Bce), in relazione al crollo della cupola della cattedrale, verificatosi ieri, a Noto. “Anche questocaso – afferma don Santi – mette in evidenza la complessità dei problemi connessi allaconservazione del patrimonio culturale del nostro Paese, esposto a mille pericoli, non ultimoquello di eventi sismici. Questo crollo conferma che, nonostante decisioni importanti prese intempi tapidi, possono bastare alcune lentezze burocratiche ed insufficienti misure diprotezione a causare disastri che potrebbero essere evitati”. Secondo don Santi, “ciòconferma che, per salvaguardare il patrimonio artistico della nazione, serve un impegnostraordinario ed una strettissima collaborazione fra tutti gli enti pubblici interessati, la Chiesaed i privati”. Per la Cattedrale e l’intero centro storico di Noto, danneggiati dal terremoto deldicembre 1990, i finanziamenti pubblici sono stati rapidi ed ingenti: 3.870 miliardi. In attesa deirestauri, gli edifici terremotati, cattedrale compresa, erano stati puntellati. “Nonostante taliopere – conclude don Santi – la cattedrale non ha resistito ed è parzialmente crollata. Sembraragionevole identificare le ragioni del dissesto anche nei fenomeni atmosferici legati ai ciclistagionali e alle recenti piogge.”