dieci parole chiare per il futuro dell’Italia: un manifesto per le elezioni del 21 aprile. Ecco iltesto del documento che i media della Chiesa italiana (quotidiani, agenzie, settimanali, radio tvdiocesane) lanciano oggi.”Nel grande dibattito in occasione delle elezioni politiche del prossimo 21 aprile vogliamoproporre dieci parole forti e chiare. Perché ogni cittadino, in autonomia e responsabilità,sappia fare le giuste scelte per dare nuovo slancio al Paese. L’Italia ne ha un grande bisognoe i cattolici, in forme nuove, possono offrire un contributo attivo e creativo. Le dieci parolevogliono essere una decisiva occasione di discernimento in ordine a programmi e progetti,nonché a raggruppamenti e persone, per una scelta matura e consapevole alla quale i cattolicicerto non si sottraggono.1 – Si deve partire dalla persona, dai diritti e dai doveri di una cittadinanza attiva, dallapromozione della dignità di ogni donna e di ogni uomo. Questo significa riconoscere un di piùdi spirito che supera ogni materialismo. E’ un presidio di libertà contro le possibilidegenerazioni della democrazia, quando essa non è più misurata sugli uomini e sulle donne,quando si negano i valori o se ne parla a vuoto senza concretarli in politiche pubbliche.2 – Il rispetto della vita, come valore di base della società civile, è impegno per la salvaguardiadella persona umana dal concepimento alla morte naturale e in tutte le condizioni della suaesistenza, soprattutto in quelle dell’handicap o di disagio. In questo contesto, la grandeattenzione verso gli sviluppi della bioetica diventa una precisa assunzione di responsabilità difronte al rischio di manipolazioni che mettono a repentaglio l’identità degli individui e il futurodella specie umana.3 – Riaffermiamo che la famiglia fondata sul matrimonio è l’architrave e la risorsafondamentale della società civile. Va perciò aiutata, promossa e difesa perché possaesercitare in a utonomia il proprio insostituibile ruolo. Ciò significa mettere in atto precisepolitiche familiari: dal salario alla scuola, dal fisco alla casa, dalla tutela dei minoriall’assistenza degli anziani.4 – La solidarietà tra le persone, tra i corpi sociali, tra le aree geografiche, tra le generazioni dàsenso e concretezza a una comunità nazionale unita e, nello stesso tempo, apertaall’accoglienza e al dialogo tra culture diverse. La via per aiutarla passa attraverso la culturadella condivisione delle ricchezze, che tutela i più deboli e che sa realizzare una pariopportunità tra cittadini.5 – Il lavoro, strumento di autorealizzazione della persona, e l’iniziativa economica, sono unvalore costitutivo della vita comunitaria. Nella capacità e nella libertà di intrapresa, cui ciascuncittadino è chiamato, sta la via per rilanciare l’economia italiana, per attivare nuovi posti dilavoro, per risolvere tanto la “questione meridionale” (ancora drammaticamente aperta) quantola “questione settentrionale”, come esigenza di partecipazione allo sviluppo da parte dell’interoPaese.6 – Un fisco giusto, non vessatorio né ricattatorio, è strumento decisivo di regolazione delloStato sociale, insieme a un sistema sostenibile di previdenza. Entrambi devono essere”servizi” certi e non un minaccioso assillo. Solo così il “contratto sociale” ha il senso di unautentico bene per tutti gli italiani.7 – Lo Stato delle autonomie, poggia sui princìpi di libertà e di responsabilità, concreta ilsistema dei corpi intermedi e dà solide fondamenta alla “casa comune”. La fiducia dei cittadinisi riacquista attraverso un nuovo equilibrio nei rapporti tra i poteri dello Stato all’insegna delfederalismo solidale e con una seria riforma che restituisca efficienza agli uffici ed ai servizipubblici.8 – La cultura del nostro popolo è patrimonio di tutti, che va preservato e accresciuto in unquadro di libertà e di pluralismo. Essa si trama nda e si rigenera nella scuola che è un vero eproprio investimento per il futuro, compiuto insieme alle giovani generazioni. Nel super