E’ l’auspicio emerso nel corso della riunione della Commissione ecclesiale per lecomunicazioni sociali, svoltasi nei giorni scorsi a Roma. “E’ necessario insistere affinché sidedichi maggiore spazio ai problemi religiosi, collocandoli in modo funzionale e dignitoso nelpalinsesto radiotelevisivo”, hanno detto i partecipanti all’incontro, auspicando che “il serviziopubblico televisivo possa dare voce al mondo cattolico anche al di fuori degli spazi riservatialle rubriche religiose”. E’ stata infatti rilevata una sorta di “negazione della ‘notiziabilità’ dellaChiesa e del mondo cattolico da parte del servizio pubblico televisivo”.Don Attilio Monge, vice direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Cei, è poi intervenutoin merito alla trasmissione della Santa Messa in tv. “Si tratta di un servizio di fondamentaleimportanza – ha detto don Monge – come risulta anche da un sondaggio svolto dalla Cei incollaborazione con la Rai. Questo servizio, attivo già da tempo, risulta particolarmente utile,soprattutto per i malati, gli anziani e, in generale, per quanti sono impediti a recarsi in Chiesa”.Nel corso dell’incontro si è discusso anche della possibilità di dar vita ad un “un programma dicontenuto religioso a livello europeo, coinvolgendo i vari episcopati, attraverso l’uso delsatellite”. La prossima riunione della Commissione è prevista per il 29 maggio.