Sono ormai 170 i punti vendita in Italia di prodotti agricoli o artigianali acquistati direttamentedai produttori del Sud del mondo ad un prezzo “equo”. Le cooperative italiane che si occupanodi questo commercio fanno capo a due organismi: la Ctm e la cooperativa Commercioalternativo. Complessivamente, nel 1995 queste cooperative hanno importato merci per diecimiliardi di lire. Dal novembre scorso il “Caffè solidarietà”, caffè importato tramite il canale delcommercio equo e solidale, è entrato anche nella grande distribuzione della Coop.L’idea del “commercio equo e solidale” – si legge in un dossier speciale dedicato a questoargomento che sarà pubblicato sul prossimo numero del mensile del Pime, “Mondo eMissione” – nacque nel 1959 in Olanda per iniziativa dell’organizzazione cattolica “SosWerelhandel”. Lo scopo è quello importare prodotti dai Paesi più poveri senza passare per icanali delle grandi multinazionali che pagano poco i produttori e si difendono dietro le barriereimposte dalle tariffe doganali. Ma in Italia il commercio equo e solidale approda solo nel 1974per iniziativa della cooperativa Sir John di Morbegno (So), per l’importazione di prodotti dalBangladesh. Ora le cooperative che si occupano di questo commercio hanno anche registratoun marchio, “Transfair”, per garantire l’autenticità del caffè “equo e solidale”.