Le scelte del Movimento per la Vita alle prossime elezioni

“Una scelta non di schieramento, ma di candidati che nelle assemblee legislative possanogarantire un impegno reale e politico per la tutela del diritto alla vita uguale per tutti”: è questal’indicazione dell’on. Carlo Casini, europarlamentare e presidente del Movimento per la VitaItaliano, che commenta, nell’editoriale del mensile “Sì alla vita” di marzo, i risultati delseminario promosso dal Partito Popolare Europeo a Bruxelles sul tema “Statuto giuridicodell’embrione umano”. “Si tratta di una questione centrale della politica – dice Casini – e perl’Italia costituisce un obiettivo irrinunciabile ben più importante della diversità di valutazione sualleanze e sistemi elettorali”. Secondo il presidente del Mpv, il fatto che tutti i partiti italiani natidall’ex-Dc abbiano assunto una posizione unitaria sui temi dello “statuto giuridicodell’embrione umano” costituisce un “punto di partenza per una auspicabile ricomposizionepolitica di una forza ancorata alla antropologia cristiana, si voglia o non si voglia l’unitàpartitica, che è cosa diversa dall’unità politica”. Il documento del PPE afferma che la ricerca suembrioni viventi è vietata per principio, che quindi non sono possibili esperimenti su di essi, opeggio volti a causarne la morte o una selezione arbitraria. Nessuno, dice ancora il testo, “puòappropriarsi dell’embrione umano come oggetto di prodotto di ricerca e pertanto non èapplicabile agli embrioni umani la disciplina dei brevetti”.