Oggi a Roma, suore e femministe hanno festeggiato insieme la Giornata della donna.L’occasione è stata una tavola rotonda organizzata dall’Unione superiore maggiori d’Italia(Usmi). La presidente dell’Usmi, madre Lilia Capretti, ha detto che “le donne religiose voglionoessere segno di riconciliazione nella società” attraverso la loro “presenza silenziosa enascosta tra la gente”. Suor Emmanuelle-Marie, delle suore domenicane di Betania, haribadito che “la suora è donna come tutte, in cerca di attenzioni, di identità, di sicurezza” ma ilsuo impegno peculiare è quello di “infrangere le leggi del mondo che passa in nome di unaamore che non passa”.”E’ caduto lo stereotipo delle suore solo obbedienti e oblative: – ha risposto Livia Turco,presidente della Commissione Pari Opportunità – in realtà le suore sono arteficidell’emancipazione femminile e compagne di strada del movimento delle donne”. Certo, haammesso la Turco, “sono compagne di strada preziose ma ingombranti”. Tuttavia, possono”aiutare il movimento delle donne a sciogliere alcuni nodi irrisolti”, primo fra tutti, ha detto laTurco, quello di “costruire una società accogliente per la vita umana e fare della maternità lamisura della società”. Le ha fatto eco Alessandra Bocchetti, fondatrice del Centro VirginiaWolf: “Tutti dobbiamo riscoprire lo sguardo di madre, come sguardo capace di umanizzare lasocietà”.