Non una lettera pastorale classica, non una riflessione teologica, non una serie disuggerimenti spirituali: bensì alcune “considerazioni e indicazioni”, definite anche “appunti”che i fedeli della diocesi potranno arricchire e correggere. Così il vescovo di Biella, mons.Massimo Giustetti, ha scelto di rivolgersi alla propria chiesa. Nel cammino verso il 2000 – diceil vescovo – “bisogna passare dalla sonnolenza alla vigilanza, dall’individualismo alla comunità,dalla paura al coraggio”. Però, mons. Giustetti mette in guardia dall’eccesso di “operosità nellaChiesa” che non deve decadere “nell’attivismo che prepone il fare all’essere”. Per i cristiani dioggi si tratta – dice ancora – “di accettare di essere paradossalmente relegati alla periferia dellacittà degli uomini, sapendo tuttavia di esserne, e per sempre, il centro, come umili testimonidella centralità di Cristo”. Invitando alla contemplazione e alla preghiera, come ha fatto il Papache parla di “un prolungato corso di esercizi spirituali” da qui al 2000, mons. Giustetti invitaperciò a un “congruo tempo di silenzio e di riposo”. Questi periodi – scrive – non sonoespressioni di svogliatezza” perchè anzi dobbiamo scegliere ogni tanto di “perdere tempo”.”Se si salta il riposo si ruba al Signore il suo lavoro”, dice e la proposta va contro “il nostromodo di vivere: frenetico, febbrile, quasi agonistico, come, appunto, in gara con il tempo…”.