Ccastità, povertà e obbedienza: tre valori per credenti e non credenti

Lo hannoribadito oggi le 600 religiose e i 200 religiosi che partecipano ad un convegno per approfondireinsieme lo studio della recente esortazione postsinodale “Vita Consecrata” di Giovanni PaoloII. “Da questo documento – ha affermato madre Lilia Capretti presidente dell’Unione SuperioreMaggiori d’Italia – ci attendiamo che tutti sappiano trarre motivi e stimoli per una giustaconsiderazione della vita consacrata”.Il mondo contemporaneo, ha aggiunto madre Capretti “attende un messaggio di speranza, unsalto nel trascendente, una luce che possa illuminare la storia. L’uomo di oggi sembra averperso l’orientamento di una vita futura, brancola nel consumismo, nell’erotismo, nella violenza,nell’individualismo, nella solitudine ed in questa situazione la vita religiosa ha il compito dipresentare uno stile di vita che si fonda sui comportamenti evangelici della purezza, dellapovertà, dell’obbedienza che non propongono la privazione ma la fecondità della vita”.In Italia le religiose sono oltre 121 mila e 9 mila sono partite in missione. I religiosi invece sonocirca 25 mila a cui vanno aggiunti 6 mila missionari.