“Il modello di Schuster mi orientò nel fondodell’anima”, afferma don Giuseppe Dossetti in una testimonianza inedita pubblicata sulprossimo numero della rivista “Famiglia Cristiana” e su “Jesus” di maggio, nell’ambito di undossier dedicato al card. Idelfonso Schuster, che sarà beatificato il 12 maggio. “Il mio rapportocon il card. Schuster – scrive Dossetti – è cominciato da lontano in tutti i sensi: nel tempo enello spazio. Ma ha impresso un’impronta decisiva su tutta la mia vita”. Da giovane prima e dastudente poi all’Università, “la figura del monaco-vescovo prese ad interessarmi sempre più -continua don Dossetti – e seguivo con profonda simpatia la sua intensa attività pastorale,l’evidente suo zelo e l’intima coerenza spirituale”.”Il modello di Schuster mi orientava progressivamente nel profondo dell’anima e in modo chesi rivelò poi più duraturo, sino a divenire, a un certo punto, definitivo. Mi sembra di aversempre percepito intensamente il suo ‘esserci’, cioè semplicemente il suo inscindibile essereun monaco, che continuava a praticare una intensa e rigorosa osservanza monastica tuttatesa verso l’Alto anche dopo essere divenuto pastore sempre attivo e presente nella Chiesa enella relativa problematica temporale di quegli anni difficili”.