Lo ha detto al Sir “Famiglia Oggi”, la rivista dei Paolini un cui articolo sull’educazione sessuale è stato ripreso oggi da alcuni quotidiani e interpretatocome una “depenalizzazione” della masturbazione. “Il numero di aprile di Famiglia oggi è dedicato all’educazione sessuale per richiamare l’attenzionedei genitori e degli insegnati su questa responsabilità – ha spiegato il vicedirettore Cristina Beffa -. Per quanto riguarda la famiglia, questa posizione èin linea con il documento del Pontificio Consiglio della Famiglia pubblicato a dicembre su ‘Sessualità umana: verità e significato’, che tende a riportarenella famiglia appunto il centro dell’educazione alla sessualità, alla vita e all’amore. Peccato, che alcuni quotidiani abbiano travisato questoriferimento”.Nell’ambito di questo numero, ha aggiunto, “abbiamo affrontato anche il periodo dell’adolescenza e i fenomeni che si manifestano in questa fase dellavita, come la masturbazione. E gli psicologi cui ci siamo rivolti dicono che l’educazione sessuale si realizza con il contributo di tutte le agenzieeducative, ma soprattutto della famiglia. Ora, quando i genitori si accorgono che il ragazzo si tocca, si masturba, attraverso il ragionamento e il dialogopossono aiutarlo a capire che la sessualità non si risolve tutta lì, ma che è un aspetto educativo in prospettiva del futuro, dell’apertura all’altro, invece disottolineare solo e pur giustamente che non si deve fare e che è peccato”. Secondo i nostri esperti, nel primo caso c’è un processo educativo molto piùmaturo e produttivo della proibizione e colpevolizzazione”. Dunque, conclude Beffa: “non colpevolizziamo più del dovuto l’adolescente, che ha ungrande bisogno di essere aiutato a capire chi è”