Mons. Nosiglia: la catechesi deve scendere in strada

La catechesi deve scendere in strada. Questo l’invito di mons. Cesare Nosiglia, vescovo ausiliare di Roma e incaricato per la catechesi del Consiglio delle Conferenze episcopali europee.Oggi a Roma, mons. Nosiglia ha tenuto la relazione di apertura al 7° colloquio internazionale dei vescovi e dei responsabili della catechesi in Europa.Tema del colloquio: “La formazione degli educatori della fede nel contesto della catechesi e dell’insegnamento religioso nella scuola”. La “nuovaevangelizzazione”, ha detto Nosiglia, deve essere l’obiettivo centrale della formazione dei catechisti e degli insegnanti di religione. Per raggiungerlo, “laformazione deve aprire fronti nuovi di evangelizzazione nella comunità”. Infatti, ancora “troppo poche sono le proposte di itinerari formativi rivolti, adesempio, al mondo del lavoro, del tempo libero e sport, della cultura e della comunicazione”. Per raggiungere questi mondi, ancora “lontani”, ènecessario, ha raccomandato il vescovo, avviare “itinerari di formazione specifica al primo annuncio verso i lontani, indifferenti e non credenti, o perparticolari condizioni e situazioni di vita come la sofferenza e la malattia, la droga o l’Aids, l’emarginazione sociale o la strada”. Al colloquiointernazionale, che si concluderà giovedì 18 aprile, partecipano vescovi e responsabili della catechesi provenienti da 27 Paesi d’Europa. Per la primavolta partecipano numerosi i vescovi dei Paesi dell’Est europeo.