“Un’iniziativa editoriale che non fa nulla per favorire quel sincero e proficuo dialogo cui invece la bioetica richiama, ma anzi sembra finalizzata ariaccendere i toni polemici e l’intolleranza nei confronti dell’impegno scientifico dei cattolici in bioetica”: così Antonio Spagnolo, dell’Istituto di bioeticadella Università Cattolica Roma, definisce il recente numero monografico de ‘Le Scienze’ dedicato alla bioetica. In particolare, nota Spagnolo in unadichiarazione al Sir, “riemerge la vecchia questione della contrapposizione ideologica tra qualità della vita e sacralità della vita, considerandoquest’ultima come legata ad una morale sacralizzante e religiosa che non sarebbe fondabile su criteri razionali. Su queste basi, tutte le volte che ladifesa della vita dovesse essere in contrasto con la qualità della vita o la volontà del soggetto, questo dovere di difendere la vita diventerebbesecondario e dipendente”. Ma, risponde Spagnolo, “il concetto di sacralità della vita non vuole negare il valore della qualità. La qualità, in quantodeterminazione, non può prevalere sulla sostanza, sul presupposto, che è la vita stessa, che è un bene in sé, un valore assoluto”. Spagnolo contestainoltre la validità scientifica del termine “pre-embrione” a cui fa ricorso la rivista. “Un termine che non ha alcun fondamento scientifico e nei trattati diembriologia non è mai usato”.