Mons. Pietro Giacomo Nonis, vescovo di Vicenza e Presidente della Commissione ecclesiale Giustizia e Pace, commenta così i drammatici eventidelle ultime ore in Libano ed Israele: “Da una parte, i guerriglieri islamici non desistono dall’avvalersi di astuzie che compromettono inevitabilmente laloro stessa popolazione civile, dall’altra Israele ha fatto ricorso ad un tipo di rappresaglia che fa pensare ad essere tornati indietro di molti anni.Certamente, il coinvolgimento della popolazione civile avrebbe potuto essere evitato. Sta a dimostrarlo il fatto che le autorità israeliane hanno espressoil proprio rammarico per gli errori compiuti”.Mons. Nonis, tornato di recente da un viaggio in Israele, afferma di “aver rilevato da ambo le parti un profondo e sempre più esplicito desiderio di pace.La gente è anche disposta a compiere i sacrifici che la pace richiede ma alcune minoranze premono per la continuazione di violente operazioni militari.In questi territori, occorre perciò condurre – ha concluso mons. Nonis – un processo di educazione ala pace. Esso richiede tempo e gradualità ma ciònon deve essere un ‘alibi’: non c’è alternativa alla educazione ed alla pratica della pace, a meno che non si voglia l’aggravarsi di una situazione diguerra crudele di cui soffrono soprattutto i più poveri ed indifesi di entrambi gli schieramenti”.