Lo ha detto questa mattina Giorgio Rumi, ordinario di Storia contemporanea all’Università di Milano, al convegno dei settimanali cattolici in corso aUdine. “La fede – ha spiegato lo storico – attraverso i secoli, unisce le generazioni ma oggi ci si è appiattiti sul presente”. Tuttavia, “in questo senso dismarrimento non deve prevalere il ‘conservatorismo’, pensando che l’antico regime sia meglio del nuovo che ci sta davanti”.”La nostra costituzione è nata dall’incontro di diverse culture molto più lontane nel `46 che non oggi. – ha notato ancora Rumi – Perciò, stupiscepensare che oggi non si possa dialogare tra laici e cattolici. I valori fondamentali di una società non si guadagnano una volta per sempre, occorrericonquistarli attraverso il confronto. Ma attenzione, il confronto non ci deve annacquare cadendo in un nuovo patto Gentiloni o peggio in un ‘nonexpedit’ che non ci comprometta. Il Paese ha bisogno dei cattolici”. “Quello che propongo – ha concluso Rumi – non è una nuova Dc, ma certamente ilnon tirarsi indietro nel dire la nostra e nel trovare nuove strade creative in ambito culturale e politico. Non rinunciamo ad allevare nuovi don GiovanniBosco o don Guanella perché abbiamo bisogno di essere visibili per affermare il progetto culturale di cui stiamo mettendo le fondamenta”.