Vince l’Ulivo. Ci sono i numeri per potere assicurare un governo Prodi, alla cui vitalità risultano comunque determinanti i voti di RifondazioneComunista, in particolare alla Camera. La partecipazione al voto è stata elevata, anche se in flessione rispetto alle precedenti consultazioni,attestandosi sull’82,4% al Senato e all’82,9% alla Camera. Gli italiani, pur scettici, hanno sentito l’importanza dell’appuntamento.L’Ulivo fa il pieno dei consensi dell’ampia coalizione messa in campo, il Polo resta fermo allo zoccolo duro dei propri consensi di partenza. All’esito inseggi, nella dinamica del sistema elettorale attualmente in vigore, risulta decisivo il risultato a due cifre della Lega Nord, che verosimilmente intercetta,oltre al proprio elettorato tradizionale, anche una più ampia fascia di voti di protesta, o comunque di insoddisfazione nei confronti dell’offerta politicapresentata dalle due coalizioni maggiori.Superando il quinto dei voti, il Pds é il primo partito sul piano nazionale. All’interno della coalizione vincente secondo partito è Rifondazione Comunista,che cresce fino all’8,6%. Nel Polo Forza Italia resta sopra il 20%, mentre Alleanza nazionale supera di poco il 15, scontando anche una discretaaffermazione dei missini di Rauti, che riescono a spuntare un senatore. I Popolari per Prodi sono poco sotto il 7%, i Cristiano democratici sfiorano il6%, la Lista Dini supera la soglia del 4%. Restano invece esclusi dalla ripartizione proporzionale i Verdi e Pannella.Dopo diversi anni di grande instabilità e di precari governi tecnici il paese ha comunque bisogno di un governo stabile. Urgono i quotidiani problemi cheogni cittadino deve affrontare, dall’occupazione, al fisco, ai servizi pubblici, ed alcune questioni sistemiche, troppo a lungo rinviate, dall’assettoistituzionale, all’approccio all’Europa, alla dinamica complessiva del sistema paese.Nei prossimi giorni, smaltite vittoria e sconfitta, si potrà vedere c ome le forze politiche si atteggeranno e si organizzeranno, sia al governo oall’opposizione. Un sistema bipolare infatti ha bisogno di un solido tessuto di legittimazione reciproca, di regole e di valori condivisi. Sotto questo profilonon si può non tener conto del fatto che nel riparto proporzionale comunque è fotografata la realtà di un elettorato diviso in due schieramentisostanzialmente equivalenti, di simile consistenza, poco superiore al 43%, su cui si attestano tanto il centro sinistra, da Bertinotti a Dini, tanto i centrodestra, da Buttiglione a Fini. Mentre sulla Lega è conflluito un elettore su 10.All’inizio della tredicesima legislatura il Paese resta certo ancora sostanzialmente in una fase di attesa, di passaggio. Tutte le forze politiche sonochiamate a fare la loro parte, e così tutte le forze vive della nazione. (segue)