Ed ora urge un Governo stabile (2)

(Segue) Qui si colloca il contributo originale e necessario che i cattolici sono chiamati a dare al futuro dell’Italia. Qui occorre investire con convinzione, comeera emerso con chiarezza anche durante la campagna elettorale. Per far ripartire il Paese occorrono punti di riferimento meno labili della cultura delframmento, del conflitto o dell’interesse particolare ed immediato. Questo è il senso dei criteri e dei punti di riferimento che sono stati più volteespressi, e che richiamano la necessità di valorizzare un punto di vista originale e nuovo, sulla persona e sulla famiglia, sul lavoro e sulla scuola,sull’ambiente e sul riordinamento istituzionale, su tutti i grandi temi che investono il nostro futuro. Qui deve convergere l’impegno e la partecipazionedei cattolici. Questo è il senso del “progetto culturale” che può essere una grande opportunità, per tutti. Su questi temi – a partire da quellievidentemente decisivi per ciascun cittadino della tutela e promozione della vita, della famiglia, del lavoro e dell’intrapresa, della scuola, in particolaredella scuola libera – governi e forze politiche sono ora evidentemente attesi alla prova dei fatti.Il mondo cattolico da parte sua ha vissuto con qualche fatica questo passaggio delicato, questa campagna elettorale che vedeva cattolici militare informazioni diverse ed in coalizioni opposte. La vittoria di una coalizione in cui sono preponderanti forze che sui temi decisivi dell’antropologia hanno unbagaglio culturale assai diverso da quello cristiano non può non sollevare delicati interrogativi. Bisogna dunque operare perchè non vada disperso un patrimonio di grande valore e di grande significato: no alla diaspora culturale, allamimetizzazione, dunque, ma un lavoro sodo. Per il futuro del paese i cattolici sono chiamati ad un nuovo sforzo di elaborazione e di proposta in vistadel bene comune.