“Per i cattolici un comune modello antropologico”. E’ l’auspicio espresso da Sergio Cotta, presidente emerito dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani (Ugci), a commento del risultato elettorale e delle diverseposizioni dei cattolici impegnati nei diversi schieramenti. “La diaspora politica dei cattolici – ha aggiunto Cotta – è pienamente legittima ma avviene inuna società fortemente secolarizzata in cui la cultura della trascendenza è sempre più minoritaria. Occorre perciò che i partiti di ispirazione cattolicacomunichino su un piano più profondo, cioè quello della concezione dell’uomo, libero e responsabile, attore nella società. E’ solo a partire da unmodello antropologico di questo tipo che è possibile individuare i valori sui quali i cristiani non possono non trovarsi uniti. Mi riferisco a valori come lapromozione della vita e la centralità della famiglia, che non è semplice aggregazione sociale intermedia ma struttura fondante delle relazioni umane”.Secondo Cotta, “in questa situazione diventa indispensabile una maggiore comprensione culturale tra i gruppi cattolici delle due coalizioni e questadeve sostituirsi ad un’opposizione sinora troppo spesso astiosa e sterile. E’ questo il significato che deve avere il concetto di ‘unità sui valori e la stradada ricercare e percorrere per evitare la diaspora cultrale dei cattolici”.