La nuova situazione del paese dopo le elezioni potrebbe consentire di rivedere qualcosa nell’assetto della Rai, di cui di discuteranno tra poco lecariche principali. Lo sostiene il presidente nazionale dell’Aiart (associazione dei teleutenti), avv. Enea Piccinelli, intervistato dal Sir in vista delseminario di studio che si aprirà il 29 aprile a Prato sul tema “Le nuove vie della comunicazione multimediale”. Secondo Piccinelli “le televisioni nonsono certo mezzi che danno una visione cristiana della vita”. Il fatto che la qualità dei programmi sia spesso molto discutibile, soprattutto dal punto divista morale, è da addebitare al “meccanismo perverso dell’audience” che ha coinvolto anche la Rai. Secondo l’Aiart, perciò, “bisogna mettere la Rainella condizione di rinunciare alla pubblicità, o rinunciando alla terza rete, o facendo operare due reti con i proventi del canone e una solo con quellidella pubblicità”. Secondo Piccinelli va crescendo la sensibilità attorno ai temi della qualità televisiva e del ruolo della tivu pubblica. “Chiediamo delleregole a tutela dei deboli – dice – che fra l’altro sono i giovani, i bambini, la società del domani. Il fatto è che di regole ce ne sono forse fin troppe perònon vengono applicate perchè si ha poi paura di essere tacciati di illiberali, retrogradi, bacchettoni”.