“Il pregiudizio che i lavori domestici siano disonorevoli è duro a morire”, afferma Tina Leonzi del Movimento italiano casalinghe (Moica) commentandoi dati dell’Istat sul lavoro delle donne in famiglia. Secondo l’Istat solo il 15% dei maschi tra i 18 e i 30 anni si occupa delle faccende domestiche contro il75% delle donne appartenenti alla stessa fascia di età. E’ necessario, afferma la Leonzi, “riconciliare i tempi di vita e di lavoro, promuovendo unamaggiore partecipazione degli uomini ai lavori domestici e offrendo una maggiore flessibilità di lavoro alle donne affinché possano meglio conciliarelavoro e famiglia”.Nella cultura italiana, afferma la Leonzi, è ancora molto radicata “la convinzione che l’unica realizzazione possibile, per un uomo come per una donna,possa avvenire con il lavoro fuori casa”. Pertanto la “cura domestica” viene vista solo come un peso. Bisognerebbe invece “valorizzare il significato dellavoro familiare con l’apporto di ciascuno, uomini e donne”. Tuttavia, rileva ancora la Leonzi, “non vorrei che i dati dell’Istat abbiano considerato comecura domestica anche l’accudire i figli nei primi anni di vita”. In tal caso “i dati risulterebbero molto falsati perché il contributo della donna nel primoanno di vita del bambino è certo insostituibile”.