E’ tornata a riunirsi la Commissione Catechistica Nazionale

Dopo quattro anni di pausa, è tornata a riunirsi, il 27 e 28 aprile scorsi a Roma, la Commissione catechistica nazionale. Tema dell’incontro laformazione dei catechisti nell’attuale contesto sociale e culturale. Alla riunione hanno preso parte circa 60 delegati regionali, in rappresentanza deglioltre 300 mila catechisti italiani. Con gli interventi di mons. Cesare Nosiglia, Giuseppe Savagnone ed Enzo Biemmi e a seguito del confronto in quattrogruppi di lavoro, si è indicato come rinnovare la formazione dei catechisti. In primo luogo, spiega don Sergio Pintor, vice-direttore dell’Ufficiocatechistico nazionale, riassumendo le conclusioni dell’incontro, è necessario promuovere una formazione “integrale” della persona del catechista, nonsolo dal punto di vista della fede, ma anche della psicologia, del rapporto con gli altri, della propria vita spirituale.In secondo luogo, la catechesi oggi deve confrontarsi con il territorio e con la cultura, o le culture, dominanti. Perciò i catechisti devono apprendere a”leggere e interpretare il territorio” e la cultura della gente, aggiunge don Pintor. In terzo luogo, la catechesi deve “coordinarsi” di più con la pastorale.Per riuscirvi bisogna “formare insieme i catechisti”, sia coloro che in seguito lavoreranno nelle associazioni sia coloro che si metteranno a disposizionedel parroco. Solo così, secondo don Pintor, la catechesi potrà divenire veramente “efficace” e sarà in grado di “inculturare” la fede.