Vita religiosa: occorre una teologia capace di “aprirsi al linguaggio della vita

Lo ha detto lo psicoterapeuta don Mario De Maio nel suo intervento al convegno nazionale su “Difficoltà e crisi della vita consacrata. Possibilità e limitidi intervento psicoterapeutico”, che si conclude oggi a Roma. “Quando si parla delle difficoltà nella vita consacrata – ha detto don De Maio – si finisceper organizzare riunioni dove per anni ed anni si ridiscutono sempre le stesse cose. Questo avviene perché prevale un modello teologico statico, che èstato una ricchezza e ha dato tanti santi, ma che oggi non è più adeguato. Occorre invece passare ad un modello dinamico-evolutivo, capace di aprirsiai nuovi linguaggi dalla vita, che si evolve continuamente e non può essere costretta in forme rigide”.Anche don De Maio, come i relatori della giornata di apertura, ha affrontato il tema della formazione: “Quanto si investe per la formazione? Secondo lamia esperienza, in molti casi, meno dell’equivalente in denaro di un paio di scarpe per tutti i membri della comunità. Ciò è grave, perché nel momentodella formazione è in gioco molto: alla mia porta spesso bussano giovani, feriti e azzoppati nella loro vocazione e nella loro vitalità da modelli diformazione prefabbricati calati loro addosso senza rispetto”. Il convegno è stato organizzato dal Cospes (Centri di orientamento scolastico,professionale e sociale).