Vescovi siciliani: preoccupazione per il degrado dell’isola

Per motivi diversi, “stato centralista”, “politici incompetenti” e mafiosi sonostati oggi chiamati in causa dalla Cesi (Conferenza Episcopale siciliana) quali responsabili primi del degrado dell’Isola. Lo hanno ribadito questamattina a Palermo il card. salvatore Pappalardo e altri vescovi, presentando il documento “Finché non sorga come stella la tua giustizia. Riflessionedei vescovi di Sicilia nel 50° anniversario dell’approvazione dello statuto della Regione Siciliana”. “Oggi – scrive la Cesi – la Sicilia si trova in unmomento veramente cruciale, caratterizzato da un rivolgimento politico istituzionale che investe direttamente la stessa comunità”. Le responsabilità diquesto stato di cose” vanno imputate, oltre che alle insufficienze regionali, alla determinazione e all’azione dello stato, che ha vanificato i contenutipolitici dello Statuto e cancellato ogni autentica solidarietà attraverso un vorace centralismo”. Inoltre, la situazione politico istituzionale si ènotevolmente degradata per la presenza di “una classe politica sempre più avvitata su se stessa e incapace di progettualità e per l’assenza di unacompetente ed efficiente amministrazione pubblica”. Sul piano morale, tra i problemi dell’Isola i vescovi affermano di non poter “non ricordare edenunciare la delinquenza in ogni sua forma ed in particolare la mafia, soprattutto in relazione ai contraccolpi che da essa derivano all’organizzazionedella prassi politica, alla gestione della pubblica amministrazione, al vivere sociale, alla stessa cultura e modelli di vita”.