Civiltà Cattolica: “Senza il cristianesimo la politica sarebbe più egoista”

“Queste elezioni hanno messo in rilievo il problema della presenza dei cattolici in campo politico”, scrive Gabriele De Rosa sul prossimo numero dellaCiviltà Cattolica, in una nota dedicata alle recenti elezioni politiche. De Rosa auspica che “la sorpresa suscitata dalle dichiarazioni di alcuni esponentidel Pds su una presunta rivincita rispetto al ’18 aprile 1948′ non significhi il riproporre antichi e superati ‘steccati’ che ipotecherebbero la ‘novità’ diqueste elezioni politiche”. Secondo il gesuita, oggi “il pericolo che corre il cattolicesimo italiano” è quello della “invisibilità e inefficacia” in campopolitico. “In realtà – afferma De Rosa – la presenza politica dei cattolici nel nostro Paese può cambiare forme e metodi; ma essa non può mancare esoprattutto non può non essere incisiva, perché il cristianesimo è un fattore di arricchimento per la vita politica e, se il suo influsso venisse a mancare,la politica tenderebbe a divenire più egoista, più dura e meno attenta alla difesa e alla promozione delle persone umane, che è il vero fine della politicae ne costituisce la nobiltà”. Pertanto, “sarebbe opportuno che sulla presenza dei cattolici in campo politico si aprisse nel mondo cattolico un dibattitoampio e approfondito, a partire sia dall’esperienza della passata ‘unità’ politica dei cattolici, sia dall’esperienza dell’attuale loro ‘diaspora’”.