E’ quanto emerge da un’indagine svolta dalla psicologa Anna Oliverio Ferraris e presentata in questi giorni ai dirigenti dell’Aiart (Associazione ItalianaAscoltatori Radio Telespettatori) riuniti a Prato per l’annuale incontro di formazione. Da un sondaggio elaborato su un campione di 300 bambini, risultainfatti che il 37% accende la Tivù appena alzato, mentre il 26% la guarda nel primo pomeriggio, raggiungendo la quota del 91% nel pomeriggioinoltrato.L’ora di cena vede incollato allo schermo il 77% dei bambini e, nel dopo cena, l’81%. Dall’indagine emerge inoltre che in media ci sono 2-3apparecchi per famiglia e che il 45% dei bambini ha il televisore in camera.”Per la maggior parte dei bambini italiani – ha commentato la psicologa – l’abitudine al teleschermo è precoce e, al pari di tutte le abitudini precoci,tende a radicarsi profondamente nella psiche individuale. Per molti bambini la televisione, più che un oggetto, rappresenta un amico con cui passare iltempo quando si è soli. Il televisore si presenta sotto la veste confortante e materna di un feticcio benevolo”. “Nessuno – ha aggiunto la studiosa -vuole pensare che la ‘scatola luminosa’ possa essere infida e pericolosa, eppure ci sono segnali che devono spingerci a riflettere”.