“Occorre dire la verità ai malati terminali”. Lo ha detto p. Luciano Sandrin, preside del Camillianum, intervenendo ieri, aRoma, a un convegno sul tema “Attuali orientamenti terapeutici dell’assistenza al paziente oncologico e terminale”, promosso dall’Istituto Figlie di SanCamillo e dall’Università Tor Vergata. “Uno dei problemi più complessi nei rapporti col malato terminale – ha detto p. Sandrin – è quello della ‘verità’,del tipo di informazione che bisogna dare al paziente sulla malattia da cui è affetto. Il silenzio, che all’inizio difende dall’angoscia, alla fine non solocomplica la relazione tra operatore sanitario e malato, ma anche quella di quest’ultimo con i suoi familiari, e può far nascere sentimenti di disagio e dicolpa negli operatori.”All’incontro è intervenuto anche il prof. Faggioni, dell’Accademia Alfonsiana di Roma, secondo il quale occorre “aiutare il malato a morire con dignità.Per far questo, occorre sviluppare al massimo le proprie doti spirituali ed aprirsi ai più alti valori umani e in particolare al fondamentale valore della vita.In quest’opera di coscientizzazione e di educazione, i cristiani, in particolare i consacrati, hanno una singolare responsabilità. Dobbiamo diventaresempre più ministri della vita – ha concluso Faggioni – chiamati a servire il Signore sofferente nella persona malata, testimoni di una vita che iniziaquaggiù ma che è tanto più grande della nostra esistenza terrena”.