Al 60% di italiani che condividono una maggior autonomia delle regioni in vari campi, fariscontro il 40% che vorrebbe mantenere l’attuale organizzazione dello Stato pur auspicando maggior efficienza e minor spreco: è questo il primorisultato dell’indagine promossa da “Avvenire” e realizzata dall’Istituto demoscopico CRA di Milano e che ha coinvolto 4.510 persone dai 18 ai 75 anni.Commentando i risultati, che verranno pubblicati domani sul quotidiano, il sociologo Franco Garelli afferma che “la maggioranza degli italiani giudica intermini negativi o problematici le domande autonomistiche e di secessione presenti in alcune regioni del Nord. Per i 2/3 della popolazione esseindicano un’evidente mancanza di solidarietà. Lo stesso giudizio negativo riguarda anche le posizioni della Lega Nord su tali questioni. Anche inquesto caso, comunque, si registra nel Paese una certa articolazione di posizioni dal momento che circa 1/3 degli italiani intravvedono elementi positiviin queste istanze emergenti o non le considera soltanto un’espressione di egoismi locali”. Per quanto riguarda le minacce secessionistiche di Bossirisulta dall’indagine che “per la maggioranza della gente egli mira a ottenere obiettivi intermedi o un maggior consenso e potere politico mentre per il40% ritiene che la secessione sia davvero l’obiettivo delle battaglie leghiste”. (segue)