In margine alla presentazione dei dati del Rapporto 1996 sulla popolazionemondiale curato dal Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (Unfpa), il Sir ha intervistato la dottoressa Nafis Sadik, direttore dell’Unfpa, e mons.Elio Sgreccia, direttore dell’Istituto di Bioetica dell’Università Cattolica. “Le politiche per la popolazione, promosse dall’Unfpa, – fa notare la Sadik -includono politiche sociali, educative, ambientali, sanitarie. Non manca la collaborazione con le Chiese. In Paesi come le Filippine, il Perù, l’Ecuador,ma anche il Kenya e l’Uganda, si sta facendo molto insieme alle Chiese per l’educazione degli adolescenti ad un sano e responsabile uso dellasessualità”.Replica mons. Sgreccia: “Credo che su questo punto le politiche demografiche ed antinataliste portate avanti in molti Paesi siano in contrasto con laproposta della Chiesa cattolica sia nei metodi, sia nei mezzi ed anche sostanzialmente negli obiettivi finali”. E spiega: “Circa la regolazione dellafertilità, del numero e del distanziamento dei figli, la Chiesa cattolica ha sempre proposto il vero concetto di procreazione responsabile, che implical’accoglienza della vita, la responsabilità dei genitori, il rifiuto di misure politiche delimitanti o comunque vincolanti, la scelta della regolazione naturaledella fertilità, il rifiuto della contraccezione di qualsiasi tipo, della sterilizzazione e dell’aborto”.