Documento della diocesi di Udine sulla riforma sanitaria regionale

Politica delle “dimissioni selvagge” dagli ospedali che colpiscono i più deboli, difficoltà adaccedere ai servizi sanitari territoriali e diffusione della professione medica ai soli fini di lucro,chiusura intempestiva di ospedali: sono queste le tre “emergenze” di cui si occupa ildocumento “Per una riforma sanitaria a servizio della persona”, approvato dal consigliopastorale diocesano di Udine a proposito della riforma varata dalla Regione e sulla quale ifriulani saranno chiamati il 21 giugno a referendum abrogativo. “Pur prendendo posizioniferme e chiare – dice al Sir don Angelo Zanello, direttore della Caritas diocesana – il testo ècircostanziato e documentato. Non siamo contrari alla chiusura di ospedali. Solo nella nostradiocesi si tratta di quelli di Gemona e di Cividale e in totale sono 7 o 8 a livello regionale cherischiano di sparire. Ma bisognava prima attivare i servizi sul territorio come previsto, altrimentisorgono difficoltà anche notevoli per i malati”. Ancora inadeguati, secondo don Zanello,restano così servizi per gli anziani, per la sofferenza psichica, le tossicodipendenze, lamedicina scolastica e del lavoro, la riabilitazione. “L’assunto del documento è che bisognadiminuire il tasso di ospedalizzazione mediante una più efficace azione nei distretti sanitari sulterritorio. E’ lì dove forse non si è agito a sufficienza”.