Si è svolto ieri a Bologna un dibattito pubblico tra politici, amministratori e intellettualidi vari orientamenti sul “futuro” della città e del Paese. Il pro-vicario generale della diocesi,mons. Ernesto Vecchi, ha illustrato il parere della Chiesa bolognese. “Oggi a Bologna, come inItalia – ha detto mons. Vecchi – è urgente recuperare la pienezza di una distinzionefondamentale, indispensabile per il consolidamento del sistema democratico nella città e nelresto del Paese: la distinzione tra Stato e Nazione, tra forma di governo di una città e la suagente”. Lo Stato, inteso come “sistema direttivo e amministrativo”, deve essere “laico”, hadetto mons. Vecchi. Mentre la Nazione, cioè “l’identità di un popolo”, deve coltivare “storia ememoria”. Secondo il sacerdote, nella cultura italiana di oggi “la lacuna più grave è propriol’incapacità di raccontare la propria storia nazionale o cittadina sulla base dei fatti e non deipregiudizi ideologici. Qui sta il tallone d’Achille della nostra Nazione”. E l’identità della Nazioneitaliana è “incontestabilmente cattolica”. Perciò, ha concluso mons. Vecchi, è necessario”lavorare per consolidare l’unità della Nazione italiana: la grande occasione è il Giubileodell’Anno 2000, che non si identifica soltanto con i compiti affidati al Ministero dei LavoriPubblici, ma con il ‘ministero’ della riconciliazione”.