la riforma della secondaria superiore per quei giovani che non arrivano al diploma. E’ quanto chiede nell’editoriale del prossimonumero della rivista “Presenza Confap” il presidente della confederazione che raggruppa oltre 300 tra centri ed enti cattolici per la formazioneprofessionale, Bruno Emilio Gandini. Secondo la Confap, infatti, Parlamento e Governo che si formano dopo il 21 aprile dovranno mettere mano allariforma del settore scolastico e formativo, prevedendo “una pluralità di percorsi formativi” puntando ad un obbligo scolastico non a 16 anni, bensì a 18come in quasi tutti gli altri paesi europei. Tale obbligo dovrebbe poter essere assolto “sia a tempo pieno (scuola e/o formazione professionale), sia atempo parziale (dai 16 ai 18 anni) attraverso l’apprendistato e la formazione-lavoro con almeno un terzo di ore di formazione”. Secondo Gandini,comunque, occorre rivedere la legge quadro del settore, tenendo conto della molteplicità delle proposte formative e salvaguardando le più serie. Perevitare la dispersione scolastica, di cui ha dato notizia nei giorni scorsi l’Istat, occorre secondo la Confap creare un sistema di “crediti formativi” chefavoriscano il recupero degli anni di studio e formazione, anche per coloro che avessero abbandonato provvisoriamente gli studi.