Don Zega: “Nel mondo dell’informazione, quanti promuovono i valori dei giovani?”

“Nel mondo dell’informazione, quanti promuovono i valori dei giovani quando non c’è un riscontro di ‘audience’ o ‘dicassetta’?”. E’ l’interrogativo cui cerca di rispondere don Leonardo Zega, direttore del settimanale “Famiglia Cristiana”, in un editoriale del mensile”Letture” edito dalla San Paolo. “L’informazione – osserva don Zega – da esercizio di un potere, che deforma persino la realtà, va orientata all’eserciziodi una responsabilità. Si tratta di una ‘responsabilità educativa’, nel senso che l’informazione deve tenere in conto la dignità del lettore, sforzandosi ditrattarlo come persona anziché ridurlo a mostro divoratore di notizie, incapace di organizzarle in un orizzonte di senso. Ma si tratta anche di’responsabilità socio-politica’, in quanto l’informazione deve stimolare il dialogo inter-personale, condurre alla comprensione delle ragioni dell’altro”.Secondo don Zega, “il fatto che i giovani si mostrino disillusi e lontani dal mondo dell’informazione dovrebbe essere un richiamo forte al mondo degliadulti a rivedere comportamenti clamorosamente distorti”. Spesso, osserva don Zega, “si fa confusione tra il diritto/dovere di informare ed il tonopropositivo di un comportamento alla moda. E’ diverso, ad esempio, presentare l’uso della droga nelle discoteche come un fenomeno che fa tendenza,come fatto cui bisogna adeguarsi per non rimanere indietro. Questo è cinismo e disonestà, non informazione”.