L’apertura missionaria è un aspetto essenziale per la chiesa italiana

Lo ha detto mons. Renato Corti, vescovo di Novara e presidentedella Commissione episcopale per la cooperazione missionaria tra le Chiese, riferendo stamani sui lavori della 41ª Assemblea dei Vescovi italiani,durante la conferenza stampa. Tema centrale dei lavori odierni era appunto la dimensione missionaria della Chiesa italiana. Relatori sono stati il card.Joseph Tomko, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, e mons. Enrico Masseroni, arcivescovo di Vercelli. L’opera di oltre 14mila missionari (1900 in Asia, 5000 in Africa e 7500 in America Latina tra religiosi, religiose, 1050 preti fidei donum e laici) testimonia – secondo mons.Corti – che il nostro paese vive con apertura e generosità l’incontro con gli altri popoli. Anzi – ha aggiunto – “proprio in un momento in cui la diminuzionedelle vocazioni e l’invecchiamento del clero potrebbero indurre a chiusure, nelle parrocchie e diocesi va coltivata la dimensione missionaria, cheallarga ad orizzonti universali e fa rimanere giovane e fresca anche la Chiesa locale”. Mons. Corti ritiene anche che da noi “troppo ricade ancora sullespalle dei preti che invece dovrebbero poter operare con libertà nel senso della ‘missione’, lasciando maggiormente ai laici il compito di gestire leparrocchie così come avviene in molte terre di missione”. Dall’Italia vengono inviate alle missioni offerte per oltre 1000 miliardi l’anno, oltre ai 125miliardi per opere sociali e culturali provenienti dall’8 per mille.