Padre Francesco Compagnoni,docente di Bioetica presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, in un’intervistarilasciata al Sir analizza il “Manifesto di bioetica laica” pubblicato sul “Sole 24 Ore” del 9giugno a firma di Carlo Flamigni, Armando Massarenti, Maurizio Mori, Angelo Petroni. Il”manifesto” difende il “pluralismo” delle scelte morali nel campo della bioetica, afferma la”libertà di ricerca” scientifica e sostiene “la separazione della sfera morale da quella della federeligiosa”.”Il problema della ‘morale laica’, affermata nel ‘manifesto’ e che si rifà agli scritti di UbertoScarpelli, – afferma Compagnoni – risiede nella negazione di qualsiasi verità del discorsomorale. Le affermazioni contenute nel ‘manifesto’, infatti, affondano le radici in un ‘nichilismoepistemologico’ secondo il quale non c’è verità nelle proposizioni morali. Ne deriva un radicale’scetticismo’ che toglie fondamento all’affermazione di qualsiasi principio morale contenutistico,volto cioè ad orientare concretamente l’agire nel campo della bioetica”. Tuttavia, secondo ildocente, “facendo attenzione a non confondere i diversi livelli di riflessione e di confronto suitemi della bioetica e se ci si riferisce al livello del dibattito pubblico, questo documento puòrisultare un’utile base di discussione”.