L’autonomia siciliana secondo alcune aggregazioni cattoliche

Lavoro, politicaper la famiglia e diritto allo studio sono tre priorità sulle quali “l’autonomia siciliana puòmostrare tutta la sua utilità”. Così si esprime un documento congiunto, diffuso a livelloregionale, dalla delegazione siciliana dell’Aris (Istituti socio-sanitari), Compagnia delle Opere,Uneba regionale e Opera Diocesana Assistenza di Catania (che gestisce centri e istitutiprofessionali e socio-sanitari per oltre un migliaio di addetti e decine di migliaia di assistiti). Neldocumento si riprendono alcuni passaggi del recente intervento dei Vescovi siciliani che hannocriticato il modo in cui in Sicilia si è attuata l’ “autonomia”, e si afferma che “se oggi si vuolemantenere unita l’Italia si devono ricostruire un nuovo tessuto etico e popolare e una nuovaforma di Stato”. Le associazioni firmatarie, che in Sicilia rappresentano un importante forma dianimazione del tessuto sociale ed economico, ritengono anche che “in questi 50 anni laRegione è stata per molti aspetti uno Stato dentro lo Stato, riproducendo … il modelloverticistico romano”. Pertanto l’autonomia vera non solo non è stata attuata, ma è da ripensarealla luce di un nuovo modello di Regione che punti “decisamente sul principio di sussidiarietà”.”Occorre – dicono in conclusione gli enti firmatari – passare da una Regione intesa comefotocopia sbiadita dello Stato e una Regione espressione delle forze vive della società”.