Carità del Papa: nel 1995 sono aumentati gli aiuti da tutto il mondo

Nel corsodella conferenza stampa svoltasi oggi a Roma il card. Edmund Casir Szoka, Presidente dellaPrefettura degli affari economici, presentando il bilancio consuntivo consolidato 1995 dellaSanta Sede, ha rilevato che “per il terzo anno consecutivo si è registrato un sia pur modestoutile: 2.643 milioni di lire. Ciò in quanto si sono avuti ricavi per 307.643 milioni di lire e costi per305.000 milioni. Si conferma in tal modo – ha osservato il cardinale – il sostanziale equilibrioraggiunto nella gestione economica della Santa Sede. A questo risultato hanno concorsoparticolarmente le diocesi del mondo le cui contribuzioni sono salite a 30.582 milioni a fronte di24.186 milioni dell’anno precedente; senza peraltro sottacere l’importanza dell’apporto degliIstituti Religiosi maschili e femminili, di Associazioni, Fondazioni ed altri Enti.” Il Bilancio delloStato della Città del Vaticano mostra per il 1995 un utile di 18.149 milioni di lire, inferiore aquello del 1994 che aveva fatto registrare un risultato positivo per un importo di 25.185 milionidi lire. L’Obolo di S. Pietro pervenuto nel 1995, a disposizione del Santo Padre per opere dicarità e per l’aiuto alle Chiese che hanno maggiori necessità, ammonta a 53.460.723 di dollari,a fronte dei 48.732.254 del 1994. Il card. Szoka ha anche informato in merito alla revisione delbilancio dell’Istituto per le Opere di Religione effettuata dalla società “Revisuisse PriceWaterhouse”. “La revisione – ha detto – condotta sugli ultimi tre bilanci annuali, haminutamente controllato tutte le procedure contabili ed amministrative, riscontrandone lapuntuale correttezza. “