Lo ha detto alSir mons. Alfredo Maria Garsia, vescovo di Caltanissetta e Presidente della commissioneecclesiale per le migrazioni, presente a Roma per il convegno dei direttori degli uffici diocesaniper le migrazioni, conclusosi oggi. “La Fondazione Migrantes da tempo ha avanzato proposteconcrete per rinnovare il cosiddetto ‘decreto Dini'”. “Al centro di qualsiasi normativa – haosservato mons. Garsia – deve essere il rispetto per l’uomo. Dunque è opportuno modificare ildecreto, migliorandolo per quello che è possibile. E’ questo l’augurio – ha detto il vescovo – chedesidero fare al Governo dell’Ulivo e all’on. Prodi. Come cristiani, dobbiamo davvero augurarciche l’accoglienza nel nostro Paese sia sempre più aperta, più cristiana appunto.”Anche secondo p. Bruno Mioli, direttore dell’Ufficio Migrantes per la pastorale degli immigrati,”la non reiterazione del decreto è quanto mai opportuna, tanto più che nei giorni scorsi ci sonostati una serie di ‘avvertimenti’ da parte della Corte Costituzionale, che ha espresso fortiperplessità su questo decreto, in relazione ai diritti della persona. E’ possibile, al limite, unareiterazione che preveda però notevoli cambiamenti. La soluzione migliore sarebbel’introduzione di una legge, di 3-4 articoli, seguita da una normativa organica, così da colmare ivuoti del decreto stesso: la disciplina del lavoro per stagionali e precari, la programmazionedei flussi, il problema dei rifugiati per ragioni umanitarie”.