“Occorre fermare i massacri erestaurare la pace, cercando una soluzione stabile per i problemi politici del Paese”. Lo hadetto Charles Mukasi, presidente dell’Uprona, il partito dei tutsi attualmente al governo inBurundi, intervenendo oggi a Roma, nel corso di una conferenza stampa promossa dallaComunità di S. Egidio. Mukasi proviene dalla zona di Mwanza, in Tanzania, dove si sonotenuti gli incontri tra il partito degli hutu e quello dei tutsi con la mediazione dell’ex presidentedella Tanzania, Nyerere. Mukasi ha elencato alcune priorità da perseguire, con lacollaborazione della comunità internazionale: “Scoprire le lobbies, nazionali ed internazionali,che ‘foraggiano’ i gruppi combattenti; identificare e condannare i responsabili dei genocidi;realizzare un piano di neutralizzazione e smantellamento delle milizie assassine; attivare unpiano di sradicamento dell’odio etnico; stabilire un sistema politico democratico, adatto allasituazione specifica del Burundi, in cui nessuna categoria o gruppo sia escluso dalla gestionedegli affari pubblici”. “E’ più di un anno che S. Egidio cerca di favorire il dialogo tra le diverseautorità del Paese”, ha detto al Sir don Matteo Zuppi, tra i responsabili per l’Africa dellaComunità di S. Egidio. “Esponenti dei diversi gruppi sono venuti a S. Egidio; insieme con loroabbiamo cercato di comprendere meglio la complessità del Burundi, in vista di unacomposizione del conflitto attraverso il dialogo”.