Chiesa e nazismo: Riccardi, “No a giudizi sommari”

La condanna del nazismonelle parole del Papa durante il suo viaggio in Germania ha riacceso il dibattito sulla posizionedella Chiesa durante il nazismo. Secondo lo storico Andrea Riccardi, intervistato dal Sir, “lastoria non deve mai essere giustiziera, deve solo capire e poi lasciare alla gente di giudicaresecondo coscienza”. In particolare, Riccardi spiega che “di fronte a regimi autoritari, quali ilnazismo e il comunismo, la Chiesa ha sempre avuto il dilemma di collaborare, per salvare ilsalvabile, o di fare una scelta di rottura”.Bisogna tener presente, secondo lo storico, che “non si è trattato solo di un problema dicoraggio personale, ma di una questione di responsabilità e di strategia diplomatica dellaChiesa”. Per quanto riguarda Pio XII, ad esempio, “non si può certo dire che egli sia stato unvile o un filo-nazista”, afferma Riccardi. Tuttavia, spiega ancora lo storico, “Pio XII haprivilegiato lo strumento della diplomazia e del contatto personale. A suo avviso, infatti, eranoprioritari due obiettivi: lasciare la Chiesa come spazio di asilo per i perseguitati e far sì cheessa potesse operare per una mediazione che conducesse al più presto alla pace”.