Lo hadetto il card. Camillo Ruini, Presidente della Cei, aprendo oggi, a Roma, i lavori del convegnoeuropeo delle missioni cattoliche, promosso dalla Fondazione Migrantes Cei, sul tema “Lanuova Europa: movimento di popoli, una sfida alla società ed alla Chiesa”. Secondo il card.Ruini, in questa prospettiva di rinnovamento pastorale, vi sono “alcuni punti importanti” che”devono essere tenuti presenti dai missionari in Europa. Anzitutto l’impegno perl’evangelizzazione, in secondo luogo, l’impegno di solidarietà con gli ultimi ed infine l’impegnoad ‘essere sempre con la Chiesa locale’ dove essi operano. “Pur mantenendo la propriaoriginalità e possibilmente la propria lingua – ha affermato il cardinale – è doveroso muoversisempre più all’interno della vita della comunità diocesana locale, a tutti i livelli. Ciò comporta losforzo di conoscere la lingua, la storia, le ricchezze spirituali della nazione e della Chiesa dovesi vive.” Secondo il card. Ruini, è opportuno perciò seguire un principio di ‘libertà diintegrazione’: “i fedeli immigrati, nel libero servizio del loro diritto-dovere di essere nelle Chieseparticolari pienamente in comunione ecclesiale e di sentirsi cristiani e fratelli verso tutti,debbono poter restare completamente se stessi per quanto concerne la lingua, la cultura, laliturgia, la spiritualità, le tradizioni particolari, per raggiungere quella integrazione ecclesialeche arricchisce la Chiesa di Dio e che è frutto del realismo dinamico dell’Incarnazione delFiglio di Dio”.