Lo ha detto Giuseppe DeRita, presidente del Cnel, intervenendo oggi, a Roma, al convegno europeo delle missionicattoliche italiane sul tema “La nuova Europa: movimento di popoli, una sfida alla società edalla Chiesa”. “Se manca l’integrazione – ha aggiunto De Rita – manca il motore stesso dellasocietà. L’Europa ha avuto in passato questa straordinaria capacità di integrare il diverso,anche il furfante o il fuggiasco, e di farne un popolo nuovo ma l’ha persa negli ultimi cento anniper due ragioni: l’esplosione delle ideologie che, più che integrare, dividono e spaccano; el’affermazione della soggettività individuale proposta da Freud, che ha assolutizzato i valorisoggettivi, eliminando qualsiasi prospettiva di identità integrata”. “Tutto questo – ha detto DeRita – ha prodotto una ‘moltitudine senza integrazione né relazione. Occorre perciò ricrearequei luoghi che permettano integrazione ed identità. A questo scopo, non serve imporreun’identità di vertice ma è opportuno muoversi sul ‘piano intermedio’: quello di famiglia,quartiere, paese, associazione professionale, Chiesa locale e sindacato. E’ auspicabile ancheun’identità territoriale, purchè non sia razzista. La Chiesa da tempo ha capito tutto ciò,rinunciando ad una prospettiva di vertice ed imparando a muoversi come Chiesa territoriale, diCaritas e parrocchie.”