Raccolta indumenti della Caritas: a Udine è “industrializzata”

Non più ilpassaparola tra le famiglie e il gruppo missionario che provvede a scegliere i capi migliori dainviare nel “terzo mondo”: a Udine, per la raccolta degli indumenti usati per i paesi poveri, laCaritas, d’accordo con il Comune, ha distribuito in tutta la città 23 “campane” di raccolta,alcune su suolo pubblico concesso dall’amministrazione comunale stessa. Così sarà possibilela raccolta permanente di abiti e indumenti usati. La selezione degli abitii è affidata a una dittaspecializzata, la “Tesmapri” di Montemurlo (Prato) che provvede a riutilizzare quanto è ancoravalido e a tramutare in fibra il resto. “La Caritas impiegherà il ricavato – spiega il direttore donAngelo Zanello – per iniziative di solidarietà, in particolare per il servizio emergenze chefunziona a Udine”. Il capoluogo friulano è la seconda città, dopo Bressanone, dove la Caritasha dato vita a un tipo di raccolta del genere. Per attuarlo c’è voluto lo studio di un ingegnere el’approvazione da parte del comune. C’è da dire che la Caritas diocesana udinese non ènuova a iniziative di tipo “industriale”. Da tempo funziona anche il cosiddetto “Progetto carta”,in collaborazione con una società per azioni che raccoglie e ricicla carta e giornali. Anche inquesto caso il sistema è su larga scala (60 raccoglitori in funzione, e una buona accoglienzadella cittadinanza).