“La questione femminile si propone alla Chiesa come questioneculturale che comporta un cambiamento di mentalità”. E’ quanto afferma mons. ClementeRiva, vescovo ausiliare di Roma, a commento del dibattito aperto in questi giorni a SanBenedetto del Tronto dove è in corso la Settimana di aggiornamento del Centro diOrientamento Pastorale. “La posizione della donna nella Chiesa – aggiunge mons. Riva – esigeuna partecipazione a compiti con incarichi direttivi e decisionali fino a servizi e ministeri nonordinati ed anche nella ricerca teologica”.Sui diversi aspetti del tema proposto per la Settimana del Cop, “Donna nella comunitàcristiana e nella società”, sono intervenute sei relatrici. “A dispetto di un maschilismoecclesiale ormai debole e di un inutile dibattito su sacerdozio sì, sacerdozio no alle donne, -dice Nikla Raviglione dell’Ufficio catechistico diocesano di Torino – la donna deve proporsicome presenza d’amore, di servizio, di dialogo, di proposta. Far aumentare l’amore nellaChiesa, questo è il sacerdozio che io credo valga la pena vivere come donne”. Ciò nonsignifica ignorare problemi e difficoltà, aggiunge Giulia Paola Di Nicola dell’Università di Chieti.Tuttavia, prosegue, oggi “le donne sono più mature e non rincorrono più modelli maschilisti.Esse stanno costruendo nella Chiesa e nella società una cultura nuova che al centro pone lapersona, cioè un valore che unisce armonicamente l’uomo e la donna evitando le vecchieconflittualità”.